Primo Piano Salernitana Serie B

Salernitana: Bollini e il turn over che funziona

Trittico di partite ravvicinate, stavolta decisive per ovvi motivi: Bollini continuerà sul solco tracciato al suo arrivo, al netto della discutibilità o meno di scelte tecniche e cambi. A Vercelli conferma del 4-3-3, forse con un cambio per reparto. Che non riguarderà Donnarumma. Dopo la seduta di ieri al Volpe, stamani nel chiuso dell’Arechi (10.30) prove sull’undici da spedire in campo sabato. Il trainer riporterà Perico sull’out destro di difesa, ripristinando la coppia Tuia-Bernardini al centro. Soliti dubbi in attacco: «formato trasferta» con la gamba di Improta o fiducia a Rosina, tornato al gol lunedì? Il Piola è stretto (e sintetico), la ricerca della profondità potrebbe essere relativa, anche se la Pro Vercelli gioca col 3-5-2 e Bollini potrebbe puntare a far aprire la retroguardia di Longo per far spazio agli inserimenti dei mediani. Zito ce l’ha nelle corde ma il duo Odjer-Minala (che torna dopo squalifica e problemi alla caviglia) garantisce più protezione. Si gioca pur sempre in trasferta contro un team in salute che viene da 10 risultati utili di fila. Della Rocca tirerà il fiato, regia a Ronaldo, ex di turno. Altra vecchia conoscenza vercellese è Sprocati, sempre più in rampa di lancio: con Coda boa imprescindibile, Rosina e Improta si contendono la terza maglia davanti. Ma occhio anche alla carta Vitale (o Zito) avanzato, con Bittante terzino sinistro nel caso dell’ex ternano, che in passato ha dato frutti; Bollini la tiene nel cassetto. Per Donnarumma dall’inizio non pare esserci spazio. A sei match dal termine le idee sono chiare per tutti. «Voglio giocare di più e dimostrare il mio valore, a giugno si valuterà il futuro ma continuo a dare tutto fin quando vestirò questa maglia», dice Alfredino. Dal canto suo l’allenatore che ottiene risultati privilegia «equilibrio e il bene della Salernitana». Pro Vercelli 22 aprile, poi all’Arechi Bari (il 25) e Frosinone il 1 maggio. Guardare in ottica trittico o gara dopo gara? Un po’ e un po’. Perché «poter disporre di più forze è fondamentale, le risorse fisiche e motivazionali sono determinanti in questo periodo. Siamo la squadra che ha schierato meno calciatori in stagione (25, nda) ma mi tengo stretto la rosa che ho», dice Bollini. E poi i «titolari in corsa». Mantovani, Luiz Felipe e Terracciano non saranno d’accordo, però il trainer ha provato ad accontentare tutti, chi più, chi meno.

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